Scienza
La teoria del caos fra scienza e letteratura
È possibile che il battito d’ali di una farfalla in Brasile sia in grado di provocare un uragano in Texas?
Gian Carlo Asara | 31 maggio 2021

Sin dall’antichità l'uomo è stato affascinato dal caos. I greci, per esempio, si sono occupati di spiegare l’origine del Cosmo. In particolar modo Esiodo – autore vissuto nel VII secolo a.C. – scrisse la Teogonia, nella quale cercò di spiegare l'origine dell’universo, da lui attribuita a Caos, entità dalla quale si erano generati Cielo (Urano) e Terra (Gea), dai quali si formò il Panteon Olimpico che diede forma all’universo.

La scienza e il Butterfly Effect

L’uomo, con l'avanzare del tempo e soprattutto dopo la fine dell'800, credeva che la scienza fosse in grado di descrivere ogni mistero e di prevedere precisamente cosa il futuro avesse in serbo per noi. Tuttavia, questa visione deterministica dlasciare spazio a una concezione del mondo meno semplicistica. Dalla scoperta del caos, la scienza non offre più assolute e incrollabili verità; la scienza contemporanea ha scoperto infatti l'imprevedibilità di certi fenomeni. È in questo contesto che si può introdurre il Butterfly Effect – l’effetto farfalla – che sottolinea come le cose insignificanti poste all'inizio di un processo influenzino il suo corso, in modo che le sue conseguenze cambino esponenzialmente nel tempo. Dunque, le leggi fisiche descrivono soltanto una possibilità che le cose accadano.

La teoria del disordine di Edgar Allan Poe

Pertanto ci si spalanca un mondo costellato da variabili, governato da una legge sovrana: il caos; un mondo dotato di queste caratteristiche ci fa presagire una moltitudine di eventi e fatti che non sono riconducibili o soluzioni di equazioni. Un precursore della teoria del caos fu Edgar Allan Poe, che nel suo romanzo “Il mistero di Marie Roget” ne diede una visione del tutto rivoluzionaria e inconsciamente fornì un grandissimo contributo a Henry Poincaré, grande ambasciatore della teoria. In questo suo piccolo capolavoro, Poe riuscì ad unire la scienza con l’arte – in questo caso con la letteratura – facendo scoprire, 50 anni prima dell’elaborazione dell’ipotesi, l’esistenza di una teoria del disordine. Proprio con questa frase Poe ci porterà all’importante teoria: “Poiché riguardo alla seconda
parte della supposizione, bisogna ricordare che la differenza più insignificante tra i fatti dei due casi potrebbe provocare errori importantissimi, facendo divergere profondamente le due serie di avvenimenti”.

Matematica e meteorologia

La parte della matematica che si occupa di questa teoria studia sistemi deterministici che variano esponenzialmente rispetto alle condizioni iniziali. Vari studiosi hanno intrapreso l’ardua strada verso una descrizione alquanto completa della stessa, il primo è stato Henry Poincaré, che con un brillante errore si è reso conto di quanto bastasse poco per ottenere risultati opposti. Un altro grande contribuente è stato Edward Lorenz – meteorologo – che cha capito che sarebbe bastata una piccola approssimazione per ottenere risultati del tutto contrastanti.

Capiamo che la teoria del caos pervade la nostra quotidianità, e non rimane un concetto astratto che può essere colto solo da matematici o da scienziati, ma tutt’altro. Oggi giorno, ad esempio in campo meteorologico, è impossibile stabilire delle previsioni accuratissime, e anche in campo medico viene attualmente applicata anche allo studio dell'epilessia, e in particolare alla predizione di attacchi che sembrano casuali, ma – come sappiamo – sono strettamente legati alle condizioni iniziali.

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