Scienza
Energia nucleare: pulita, economica... pericolosa?
Mentre la Commissione Europea valuta se puntare sul nucleare. sono ancora molti i pregiudizi su questa forma di energia
Debora Di Carlo | 23 febbraio 2022

La Commissione Europea di recente si è espressa sulla possibilità di introdurre il nucleare come fonte green. La maggioranza si è espressa a favore di questo provvedimento - che dovrà ancora essere confermato dal Parlamento Europeo - ma allo stesso tempo vediamo come ci sia una piccola parte contraria all’approvazione. Possiamo definirlo un dibattito che divide l’Europa in due (tredici paesi hanno almeno un reattore nucleare attivo, quattordici non producono nucleare). Soprattutto dopo la crisi energetica che stiamo affrontando si è parlato di questa alternativa ma, stimando i tempi di costruzione, potremmo sfruttare delle possibili nuove centrali nucleari solo nel prossimo decennio e, inoltre, comporterebbero un'ingente spesa per la costruzione. Ma in cosa consiste questa tanto discussa energia nucleare? E perchè crea dibattiti così tanto accesi?

Cos'è l'energia nucleare?

L’energia nucleare è una fonte energetica derivante dall’energia dell’atomo. Nelle centrali è utilizzata la tecnica della fissione nucleare, mentre la fusione è ancora in sperimentazione. La prima tecnica prende come materia primaria l’uranio: i suoi atomi vengono bombardati con grande quantità di energia; ciò causa una divisione da cui scaturisce calore. Tuttavia, vengono prodotte anche molte radiazioni ad alta intensità che possono provocare gravi conseguenze alla salute degli esseri umani e non solo.

Aspetti negativi

Sicuramente, uno dei motivi che crea un grande “odio” verso il nucleare, sono gli incidenti accaduti in passato (es. Chernobyl), dovuti generalmente alla scarsa manutenzione dei macchinari. É anche vero che negli ultimi decenni sono stati fatti progressi nello sviluppo di nuovi reattori di ultima generazione, che risultano più sicuri. Un ulteriore aspetto negativo sono le scorie radioattive create dalla divisione degli atomi. Il loro smaltimento al momento non ha alcuna soluzione, se non lo stoccaggio in depositi geologici. Sia UE che USA stanno cercando di trovare delle soluzioni a riguardo. Anche il trasporto di queste sostanze è davvero rischioso a livello di sicurezza. La costruzione di centrali nucleari e lo stoccaggio di rifiuti radioattivi ha sempre creato proteste. Un esempio abbastanza recente sono Puglia, Sardegna e Basilicata, che nel 2003 furono al centro di varie proteste antinucleari. Inoltre, un problema del nostro tempo è certamente la sicurezza: se un’energia di questo tipo finisse nelle mani sbagliate potrebbero essere sviluppate delle armi di distruzione di massa (come già sta accadendo) e le centrali potrebbero finire nel mirino dei terroristi. Infine i costi, seppur principalmente legati alla costruzione, non sono trascurabili. Gli alti investimenti iniziali scoraggiano la creazione di nuove centrali.

Aspetti positivi

Il miglior vantaggio di questa energia è la grande quantità di energia prodotta: un solo reattore con piccole quantità di uranio riuscirebbe a soddisfare le esigenze di varie città.  Le emissioni sono davvero poche, infatti potremmo senza dubbio considerarla un’energia pulita. Ciò che viene emesso esternamente dalla centrale non è gas nocivo, bensì semplice vapore acqueo. I costi di produzione dell’energia sono bassi e inferiori rispetto ad una centrale a combustibili fossili. La dipendenza dalle economie dal petrolio verrebbe meno. Una centrale nucleare può lavorare con stabilità per oltre cinquant’anni, consentendo un’ammortizzazione dei costi iniziali. Infine aumenterebbe i posti di lavoro: una centrale nucleare necessita di molti più tecnici rispetto a quelle a combustibili fossili. 

Il problema dei costi

Le tecnologie dietro agli impianti nucleari sono particolarmente complesse, ed è per questo che la costruzione di una centrale risulta così onerosa. Tali costi - detti "overnight" - si misura in $/kW e dipende dalla potenza installata e variano da paese a paese (2000 $/kW in Russia e 4000 $/kW o addirittura 6000 $/kW in Occidente). A questo vanno aggiunti i tassi di interesse, anch'essi generalmente abbastanza alti. Sommando overnight e interessi (costi capitali) capiamo come questa sia davvero la tecnologia più costosa. I costi vivi, ovvero quelli che servono per mandare avanti la struttura, sono davvero molto minori. Per quanto riguarda la manutenzione, i prezzi sono poco più alti rispetto alle centrali a gas o a carbone ma, data la poca necessità di materia prima richiesta dal nucleare, queste ultime richiedono centomila volte in più di materiale. A lungo termine il nucleare è la fonte più conveniente a lungo termine.

Una nuova Chernobyl è possibile?

La risposta è , non si può escludere che un evento simile ricapiti. Ma è importante sapere che probabilmente lo stesso reattore 4 della centrale ucraina, sin dall’inizio, presentava difetti davvero fatali. Certo, si devono includere anche gli errori umani compiuti durante quella notte, ma anche che quel reattore non avrebbe dovuto essere mai attivato. Dobbiamo infine tenere in considerazione anche il fatto che ormai, in questo campo, sono stati compiuti passi avanti rispetto al 1986 e che ormai tutti i reattori  sono più sicuri e vengono sottoposti spesso a manutenzione. Tendenzialmente, il nucleare è un'energia sicura.
 

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