100 Km scalzi per beneficienza
Al via il prossimo weekend la corsa nel rispetto del distanziamento sociale
Elio Sanchez | 18 May 2020

In tutto il mondo e anche in Italia, esiste un certo interesse per una corsa più rispettosa del piede, della sua natura e della sua evoluzione. Questo tipo di corsa si chiama Barefoot Running e sempre più persone iniziano a praticarla, ma non solo, alcune vivono scalze o con calzature minimaliste che devono essere leggere, basse, sottili e larghe per le dita.

In Italia sui social son presenti svariati gruppi e pagine riguardanti questo tipo di corsa: Podisti a Piede Libero, Barefoot running Italia, Feel Free, ed altri sono i più seguiti. Proprio Feel Free ha deciso di unire la corsa LIBERA a progetti solidali, legati soprattutto al mondo antispecista, vegano o comunque che difende e protegge gli animali. Il loro motto è “Senza scarpe ma col cuore”.

Negli ultimi anni Feel Free ha riunito alcuni ultra maratoneti per delle gare legate a progetti solidali: nel 2018 hanno partecipato alla Milano Sanremo di corsa, a staffetta, sostenendo alcuni Santuari italiani per Animali salvati dalla macellazione: “Oasi I Musicanti di Brema” ed il “Santuario Capra Libera tutti”; nel 2019 la 100 km del Passatore fatta da 4 ultra maratoneti per sostenere il “Gattaro di Aleppo”, che protegge in piena guerra civile gatti ed altri animali, ma allo stesso tempo anche dei bambini.

Quest’anno, causa pandemia, sono state annullate tutte le gare sportive e con esse anche il Passatore (gara storica con migliaia di partecipanti ogni anno). Il gruppo Facebook 100km di Passione, hanno proposto di fare, secondo le regole di ciascun Comune di residenza, e seguendo le normative anti contagio di distanziamento sociale, una gara in cui si corre da soli e poi si invia il tempo e il chilometraggio all’organizzazione. Sin da subito ci son state molte adesioni, sia nella modalità a staffetta, sia in solitaria. I gruppi di Barefoot running hanno accettato la proposta e tra loro c'è anche Sara, corririce che vive in Svezia, dove - viste le norme meno restringenti - ha avuto la possibilità di continuare ad allenars. Si sono formate ben 4 squadre e forse se ne formeranno altre.

Naturalmente anche questa volta lo scopo è dare luce e visibilità al barefoot running insieme a qualche realtà di protezione degli animali, nello specifico "I Carrellini disabili" e "Gli Amici del canile Carbonia". Tutto il ricavato sarà integralmente consegnato alle due associazioni direttamente dai nostri atleti, Marina Scibilia in Sardegna ed Ercole La Manna in Veneto. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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