In un’epoca dominata dalla digitalizzazione e dalla costante esposizione alle informazioni, saper distinguere tra notizie affidabili e fake news diventa una competenza imprescindibile non solo per la dimensione didattica, ma per la vita in società, più in generale.
In questo contesto, i corsi di giornalismo e i corsi di radio svolgono un ruolo fondamentale nel preparare le nuove generazioni a un uso (molto più) consapevole dei media.
Giornalismo e alfabetizzazione mediatica: una sfida educativa
L’alfabetizzazione mediatica è ormai una priorità per il sistema scolastico italiano, sostenuta da iniziative come i PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento). Questi percorsi consentono agli studenti, tra le altre cose, di avvicinarsi al mondo dell’informazione, sperimentando in prima persona le dinamiche della scrittura giornalistica, dell’analisi critica delle notizie e della produzione di contenuti multimediali, grazie ai corsi che realizziamo ormai da decenni.
Uno degli esempi più recenti è rappresentato dai laboratori promossi dalla Fondazione Media Literacy, che offrono agli studenti la possibilità di imparare a scrivere un articolo di giornale, costruire un palinsesto radiofonico e acquisire competenze di storytelling audiovisivo, come nell’ambito del progetto “Un vulcano di risorse”, per esempio.
Attraverso questo tipo di percorsi, gli studenti da anni sviluppano non solo capacità tecniche, ma anche un senso di responsabilità e appartenenza alla società dell’informazione.
La scuola come laboratorio di innovazione: coniugare l’analogico al digitale
L’evoluzione tecnologica ha trasformato profondamente il modo in cui apprendiamo e comunichiamo. Tuttavia, è fondamentale che la didattica del futuro sappia coniugare l’analogico e il digitale, valorizzando tanto i mezzi tradizionali quanto le nuove piattaforme. In questo senso, l’integrazione di corsi di giornalismo e corsi di radio nella scuola non è solo un’opportunità formativa, ma un vero e proprio strumento di crescita personale e collettiva.
Un esempio concreto, tra gli ultimi progetti che abbiamo portato a termine in questi mesi, è rappresentato dal progetto "Podcast per la didattica", realizzato al Liceo Enrico Fermi di Cecina, che ha permesso ai docenti di acquisire competenze nel campo della produzione audio, rendendo il podcast uno strumento didattico innovativo. Questo tipo di iniziative, sostenute dal PNRR attraverso il D.M 66 sulla Didattica Digitale Integrata, dimostrano come la scuola possa diventare un laboratorio di sperimentazione capace di rispondere alle sfide dell’era digitale.
Il giornalismo a scuola: educare al senso critico e alla responsabilità
L’educazione al giornalismo che offriamo nelle scuole non si limita a insegnare come scrivere un articolo, esercizio utile, ma abbastanza sterile se si limita solamente alla parte più teorica/tecnica, ma di fatto, con i nostri corsi, miriamo a sviluppare spirito critico, capacità di analisi e consapevolezza del ruolo dell’informazione nella società.
I progetti di Fondazione Media Literacy promuovono laboratori che aiutano gli studenti a comprendere come funziona il sistema dell’informazione, come distinguere le fonti attendibili e come riconoscere fenomeni quali il clickbaiting e la disinformazione sui social media. L’obiettivo è creare cittadini consapevoli, in grado di interpretare e produrre contenuti con etica e professionalità.
Verso una scuola più consapevole e digitale
Il PNRR offre quindi, come abbiamo visto, un’opportunità unica per ripensare la scuola italiana e renderla più inclusiva e innovativa.
I corsi di giornalismo, i laboratori radiofonici e le esperienze di media literacy rappresentano strumenti fondamentali per formare cittadini attivi e informati. Investire nell’alfabetizzazione mediatica significa dotare le nuove generazioni delle competenze necessarie per navigare nel complesso mondo dell’informazione digitale, promuovendo un apprendimento basato sulla responsabilità, il dialogo e il pensiero critico.
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