Foto: Daniele Barraco
Foto: Daniele Barraco
Intervista a Ylenia Lucisano
La giovane cantautrice rossanese non si è mai fermata: dai pianobar di provincia al tour europeo
Romina Ferri | 12 November 2019

Il tuo esordio discografico arriva nel 2013 con il singolo Quando non c’eri, tratto dall’album Piccolo universovincitore del Premio Lunezia 2014. Hai sempre voluto essere una cantautrice? Qual è stato il tuo percorso artistico prima di giungere a questo traguardo?
Ho sempre voluto esprimere me stessa attraverso la musica, anche quando interpretavo canzoni di altri. Se questo vuol dire essere cantautrice, allora ho sempre voluto esserlo. Non credo di aver raggiunto nessun traguardo, il mio percorso artistico lo sto definendo adesso.

Quando cerchi ispirazione quali sono i tuoi punti di riferimento?
Il mio punto di riferimento sono le sfumature del mondo che mi circonda, tutte le sue forme d’arte.

Partecipare al Festival di Sanremo è una tappa ambita da molti artisti, esordienti e affermati. Nel 2016, ti sei classificata ottava al concorso Area Sanremo. Raccontaci come è stata la tua esperienza. In futuro, vorresti lanciarti di nuovo nella competizione?
Quell’esperienza la definirei come un corso accelerato per la vita. Ho vissuto momenti davvero irripetibili che infatti rifarei!

Il 3 maggio va in radio il brano Non mi pento, estratto dal nuovo disco Punta da un chiodo in un campo di papaveridisponibile nei negozi e su tutte le piattaforme digitali dal 10 maggio, anticipato nel 2018 da Il destino delle coseinutili. Qualche settimana fa, invece, è uscito il nuovo singolo La Sintesi. Come descriveresti l’album? Si può definire autobiografico?
Si può definire in molti modi, sicuramente c’è una forte componente autobiografica. Ho cercato di raccontarmi senza essere concentrata su me stessa in modo che i miei pensieri potessero diventare di chi li ascolta. Per me è stata una prova di maturità e di immaturità allo stesso tempo…

Dal 24 novembre, invece, inseguirai il tuo sogno con l’Ylenia Lucisano Eurotour che toccherà Italia, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Germania. Cosa ti aspetti da questo tour?
Mi aspetto di poterla vivere come un gioco, di divertirmi ma allo stesso tempo spero di lasciare un’emozione a chi mi ascolterà per la prima volta.

Alla tappa milanese, al Mare Culturale Urbano, ci sarà anche Tricarico che come te ha aperto i concerti di Francesco De Gregori. Come ci si sente ad essere scelta da uno dei nomi di spicco del panorama musicale italiano?
Come una bambina che ha ricevuto il regalo più bello a Natale. Sono cresciuta con la sua musica che mi ha sempre ispirata, quindi essere chiamata da lui e avere questa opportunità è stato un grande onore. 

Hai lasciato la Calabria per intraprendere la tua carriera e presto andrai all’estero con il tuo repertorio. Hai dei consigli da dare ai giovani che faticano a proteggere il loro sogno rassegnato?
Il mio consiglio è sempre quello di essere se stessi. Creare il personaggio può reggere per qualche mese. Quindi, lavorare su di sé e sui propri punti di forza è il primo mattone per iniziare a costruire qualcosa che, poi, si definirà col tempo. 

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