Dinpesticidi ne abbiamo sentito parlare a lungo negli ultimi anni, ma come sono nati e quale è la loro storia?
La nascita delle civiltà umane è legata allo sviluppo dell'agricoltura. Circa 9000 anni fa i cacciatori-raccoglitori nomadi si stabilirono nella Valle dell'Indo in Mesopotamia e iniziarono a dedicarsi all'allevamento e alla coltivazione della terra. Tuttavia affidarsi esclusivamente al successo del raccolto annuale era rischioso. Le condizioni atmosferiche avverse, gli insetti e le malattie delle piante potevano rovinare le coltivazioni, provocando carestie e fame tra la popolazione. Cominciò così la sperimentazione sui pesticidi. I primi tentativi per limitare i danni causati dai parassiti furono rudimentali, come la rotazione delle colture e la rimozione manuale delle larve. Tuttavia, intorno al 2500 a.C., i Sumeri fecero un passo avanti significativo, usando lo zolfo per proteggere i raccolti da locuste, funghi e roditori.
I pesticidi naturali rimasero il metodo predominante fino alla Seconda Guerra Mondiale. Fu allora che il DDT fece la sua comparsa, rivoluzionando il modo di combattere le zanzare e contenere malattie come il tifo e la malaria. Durante i test i ricercatori furono così sorpresi dall'efficacia del DDT da battezzarlo perfino "la polvere miracolosa". Il DDT, quindi, si rivelò inizialmente molto efficace, ma ben presto gli insetti svilupparono una resistenza al composto rendendo necessario il passaggio agli organofosforati.
Oggi ogni anno vengono utilizzate circa 2,5 milioni di tonnellate di pesticidi chimici in tutto il mondo. Sebbene tali composti chimici abbiano aumentato i rendimenti agricoli, i timori per gli effetti tossici sulla salute umana e sull'ambiente hanno spinto la comunità scientifica a cercare soluzioni alternative. La ricerca si concentra su tecniche innovative come il controllo biologico, che utilizza i nemici naturali dei parassiti, e l'ingegneria genetica, per creare piante resistenti agli insetti. Inoltre si stanno sviluppando pesticidi a base di sostanze naturali e biodegradabili, riducendo così l'impatto ambientale.