Matteo e il Messico con i suoi orari bizzarri e tanta allegria
In viaggio contro la timidezza
Giulia Valentin, 17 anni ed Elisabetta Marchetti, 18 anni | 9 January 2020

Matteo Di Mare ha 17 anni ed è siciliano. Il suo anno di Intercultura lo sta trascorrendo in Messico in una cittadina che si chiama Matías Romero Avendaño che prende il nome dal primo conducente di treni, personaggio importante per questa città. «Perché il treno è stato il mezzo che è riuscito a far ripartire il territorio e a collegarlo al resto del mondo».

 

Matteo, raccontaci come sono i messicani. 

La cosa che mi ha colpito molto è che si mangiano sempre fagioli! Non esiste colazione, pranzo o cena in cui non ci siano. I messicani hanno orari particolari: si svegliano alle 6 e fanno colazione con pollo e fagioli, poi vanno a lavorare e tornano per l’ora di pranzo, che è intorno alle 17. Dormono e si svegliano alle 22 per iniziare a fare i compiti o qualche lavoro in casa. La fase del “riposino” è chiamata la “siesta”.

 

Piatti particolari che sei riuscito ad assaggiare?

Il primo che mi viene in mente è una piadina con all’interno fagioli, 3 tipi diversi di carne che possono essere di maiale, di mucca, di cervo, di iguana, formaggio tipico del posto; il tutto cotto sulla piastra. Un piatto delizioso. Conoscete tutti i tacos. Ricordate che se uscite con dei messicani per mangiare tacos, non potete mangiarne solo 1... almeno 5 o rischiate di offenderli!

 

Che sapore ha la carne di iguana?

Ha un sapore particolare, quasi plastico però è delicata e buona. Non scandalizzatevi, un mio amico mangia la carne di coccodrillo!

 

Come ti sei comportato all’inizio della tua esperienza? 

Prima di partire sapevo che non avrei potuto permettermi di essere timido. Ho avuto la fortuna di arrivare la settimana prima dell’inizio delle scuola durante la quale la mia famiglia mi ha aiutato a imparare i verbi e le parole principali. Essere uno studente del progetto Intercultura, essere italiano e biondo con occhi chiari mi ha messo poi al centro dell’attenzione di tutta la scuola. 

 

Come ti sei trovato in famiglia?

La mia famiglia rispecchia i canoni della famiglia tipica messicana perché sin da subito, pur non sapendo l’inglese, ha cercato di farmi sentire a casa mischiando inglese, spagnolo e gesti. Come tutti i messicani ha la capacità di prendere tutto con positività: a mia madre cade un bicchiere e dice “Fa niente abbiamo dato una rinfrescata al pavimento”.

 

Cosa fai quando esci la sera?

A causa della siesta, i messicani non escono tanto ma quando lo fanno vanno a ballare e divertirsi. Un’altra cosa bella è che non sono per nulla timidi.

 

Hai visitato altri posti oltre alla città dove studi?

Con Intercultura non puoi spostarti per conto tuo prima dei 6 mesi di esperienza ma con la mia famiglia abbiamo fatto qualche gita e siamo andati a trovare mia sorella che studia e vive nel capoluogo della regione in cui siamo. Vado spesso nella città limitrofa, dove proprio l’altro giorno sono stato con ragazzi italiani, thailandesi, giapponesi e della Groenlandia e abbiamo cucinato la pizza. 

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