Musica
MIGHT DELETE LATER: dalla risposta al pentimento di J Cole 
Redazione | 17 aprile 2024

J Cole e il suo ultimo progetto, Might Delete Later

 

Dopo il discusso successo di “We Don’t Trust You” di Metro Boomin e Future, che conteneva diversi riferimenti e dissing nei confronti di J.Cole e Drake, è arrivata la risposta dal capo della Dreamville il quale, il giorno stesso della presentazione del secondo joint album di Metro e Future, ha pubblicato un progetto di 12 tracce chiamato “Might Delete Later”; il nome ha un significato preciso soprattutto per quello che è successo durante il weekend successivo dall’uscita di questa raccolta.

Questo è caratterizzato dall’inconfondibile timbro e capacità metrica di J.Cole il quale riesce ad adattarsi a qualsiasi genere di strumentale (abilità che già conosciamo benissimo grazie ai suoi numerosissimi freestyle in altrettanti podcast o radio show); un brano che salta all’occhio che riesce ad evidenziare la grande abilità dell’artista originario di Francoforte ma naturalizzato americano, è H.Y.B. in collaborazione con Central Cee, artista londinese proveniente dal quartiere di Sheperd’s Bush. Anche se solitamente tanti rapper sostengono che scrivere su basi drill sia molto più semplice perché monotona e con ritmi ben definiti, la capacità di Cole è proprio quella di riportare una metrica più inerente al suo stile, quindi più melodica, su questo genere di base molto più adatta solitamente a stili più aggressivi e rappresentativi della scena britannica o di New York (questa sua grande abilità di adattamento la notiamo, inoltre, nel brano “Stealth Mode” secondo ed ultimo brano drill dell’album)

Questo brano ha smosso la nostalgia di tutti i fan di questo tipo di scena a causa dell’assenza dell’artista dalla pubblicazione di un album in studio da quasi 3 anni (l’ultimo fu “The Off-Season” uscito del 2021).

Questo progetto non era stato programmato ma è stato per lo più una reazione per quello che era stato detto da Kendrick Lamar, questo aspetto, anche se non si conoscono le vicende lo possiamo capire con una velocissima analisi del progetto infatti, possiamo notare che la maggior parte dei pezzi non hanno feat (questo già rappresenta la voglia di rivincita dell’artista contro le grandi critiche); anche le basi hanno un ruolo importante infatti, oltre a “H.Y.B.” tutte le altre sono strumentali che vanno di par passo con lo stile dell’artista quindi, puramente rap ispirate al movimento dei primi anni 2000.

L’album chiude con il brano più ascoltato ed anche quello più importante a livello di contenuto ovvero “7 Minute Drill”

J COLE VS KENDRICK: WHEN THE WAR TOUCH YOUR SOUL

Dopo soli 3 giorni dall’uscita del progetto,“7 Minute Drill” ha già scosso la scena rap mondiale; dopo i diversi riferimenti a Kendrick da parte di Drake sia durante il suo tour (dove ha esplicitamente dichiarato che nessuno in questo momento può fottere con lui) ed anche all’interno di “Stories About My Brother” in “For All The Dogs: Scary Hours Edition” dove si dice che ci siano doversi riferimenti al rapper californiano, è arrivata la risposta di J.Cole il quale si è esposto in maniera molto più diretta tramite questo brano composto da 3.32 minuti di soli dissing verso Kendrick e chiunque osi dissarlo ed elogi autoreferenziali.

Il brano parte subito con un ritornello che fa riferimento alla strofa di Kendrick in “Like That” citando il cosiddetto “light work” o “light pack” ovvero, come lui definisce molti dei progetti di Drake e Jermaine ed oltre a questo dice: “i got a phone call, they say taht somebody dissin you want some attention it come with extensions” mettendo subito in chiaro le sue intenzioni.

Il brano prosegue con una base molto hard e simile a “Like That” a livello di sample e con Jermaine che inizia ad elencare i vari progetti di Kendrick partendo dal primo considerato “classic” per poi andare oltre definendo “Mr. Morale & The Big Steppers” (ultimo progetto di Kendrick) noioso e continuando insultando anche i Grammy’s Award dicendo che non fanno per lui.

Arrivati a metà del brano il beat cambia radicalmente e prende una via molto più rap distaccandosi da suoni moderni (questo cambiamento di beat può essere letto anche come un’ulteriore critica a Metro Boomin, solito nell’utilizzare i beat-switch all’interno dei suoi brani).

Cambia la strumentale ma non il trend delle barre di Jermaine infatti, l’artista, continua con il suo diss contro Kendrick, accusandolo di essere incostante nelle sue pubblicazioni (“Four albums in 12 years, n***a, i can divide”), dicendo che il diss nei suoi confronti lo obbliga a rispondere in maniera violenta (“shit, if this is what you want, i’m indulgin’ in violence”) e conclude il brano dicendo di essere in grado di tirare fuori pezzi da antologia in qualsiasi momento (“i’m fully loaded, n***a, i can drop two classic right now”).

Oltre alle varie barre che si riferiscono alla strofa di Kendrick in “Like That” c’è un piccolo particolare che, visto poi lo svolgimento degli eventi dopo l’uscita di questo album, a mio parere sono molto importanti: sto parlando infatti delle ultime due barre dove J.Cole dice: “Chill, let me chill out, man Fall off on the way”; questo ci ricollega direttamente a quanto successo durante il suo ultimo concerto l’8 aprile; durante la sua esibizione l’artista si è concesso alcuni minuti per un suo personale monologo, molto differente da quello fatto da Drake circa una settimana prima, in questi 4 minuti di monologo, il rapper originario di Fayetteville, inizia il suo discorso dicendo di essere totalmente fiero del progetto “Might Delete Later” tranne che per una canzone “7 Minute Drill” sostenendo di essersi sentito obbligato a pubblicare una risposta a tono a questo dissing ma che, una volta finto di scrivere il pezzo, si è sentito colpito nel profondo, questo perché, dice sempre l’artista, è fiero di appartenere al trio di artisti rap ritenuti più influenti del panorama mondiale e che non è nel suo stile insultare un artista che considera quasi come un fratello.

Questo monologo di circa 4 minuti si conclude con Cole che prima chiede al suo pubblico in quanti considerano Kendrick Lamar tra i rapper più forti della scena e poi finisce il suo concerto con la canzone “Love Yourz” (brano del suo album “2014 Forest Hills Drive”); a mio parere questa particolare risposta ad un dissing è stata una dimostrazione della superiorità di Cole all’interno di queste dinamiche, lui stesso sostiene che, anche se “the world wanna see blood”, questo a lui non appartiene e che se si trova dov’è ora è stato anche grazie alla conoscenza di tanti artisti, come Kendrick, che dominano la scena attuale.

Un atteggiamento molto nobile da parte di un’artista che si è sempre presentato molto attento e sensibile alle varie situazioni umane sia del suo quartiere di provenienza che di molte altre e questo gli ha permesso di affrontare questo dissing in maniera ineccepibile.

i miei complimenti, infatti, non vanno solamente al Cole artista, protagonista nuovamente di un progetto a tratti perfetto condito con un mix di stili e di flow molto vari ma al Jermaine uomo che è riuscito a dimostrare il tipo di persona che è realmente andando oltre al personaggio che spesso in queste dinamiche prevale.

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