Con “Favolosamente” proseguono gli appuntamenti del progetto Ratto d’Europa, in vista dello spettacolo finale. Perché la scoperta di un’identità ha bisogno (anche) di fantasia
L'Europa delle favole
Con “Favolosamente” proseguono gli appuntamenti del progetto Ratto d’Europa, in vista dello spettacolo finale. Perché la scoperta di un’identità ha bisogno (anche) di fantasia
Giorgia De Salvo e Greta Gargia | 15 April 2014
Chi non conosce la “favola della buona notte”? Quel momento in cui i nostri genitori si mettevano accanto a noi e ci raccontavano una storia. Cenerentola, Biancaneve e Cappuccetto Rosso sono alcune delle favole più conosciute, ma ne esistono molte di più, provenienti da ogni angolo del mondo e soprattutto dell’Europa. Incantesimi, fanciulle dai capelli d’oro che si tramutano in corvi, enormi serpenti, mele dorate e ragazze dispettose e sconsiderate che abitano sui monti. Il 16 marzo il Teatro Argentina è stato letteralmente assaltato da un esercito di bambini accompagnati dai loro genitori per assistere a Favolosamente, uno spettacolo per ascoltare storie di ogni parte d’Europa: Spagna, Germania, Slovenia, Slovacchia, Ungheria e Austria, «perché nessun Paese è troppo lontano». Favolosamente era solo la ciliegina sulla torta, perché quel che ha reso possibile lo spettacolo in teatro sono state ore di laboratorio e giorni passati con i bambini. A testimoniarlo è lo stesso Simone Tangolo, uno degli attori: «La cosa importante non è lo spettacolo finale, ma tutto il percorso che c’è dietro». Il progetto mira a coinvolgere non solo i bambini ma l’intera cittadinanza, anche per dare una nuova riconoscibilità al teatro. «I bambini sono rimasti affascinati perché nessuno conosceva queste storie ed ognuno le ha interpretate a modo suo», aggiunge Michele Dell’Utri, un altro degli attori. “La maratona delle fiabe” ha avuto diverse sedi e appuntamenti: nella Biblioteca Centrale dei Ragazzi, alla Casa delle Letterature e all’Ospedale Bambin Gesù. Il lavoro nell’ospedale era molto diverso da quello teatrale, come spiega Fiona Sansone – l’altra attrice – perché tutto il lavoro partiva dai bambini; si è cercato di veicolare la storia come un momento di cura non soltanto della sofferenza ma anche della malattia. Lo spettacolo finale ha riscosso apprezzamento e applausi da tutti i presenti. L’intero pubblico si è ritrovato coinvolto nella messa in scena: alcuni bambini che avevano precedentemente partecipato ai laboratori si sono divertiti nel vedere finalmente ultimato il loro lavoro, ma anche tutti gli altri spettatori hanno passato una piacevole mattinata, ridendo e sostenendo gli attori con cori e coreografie di gruppo. E così alcune madri si sono trasformate in sagge vecchine che indicavano la via ai protagonisti delle storie, bambini che sono diventati eroi, zii e mostri, bambine trasformatesi in meravigliose principesse e fate belle. Tutto in una sola giornata, in cui gli spettatori hanno potuto osservare l’Europa attraverso gli occhi dei più piccoli. Un’esperienza magica, originale, travolgente e molto piacevole per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di assistere ai discorsi di due vanitosi angeli, di divertirsi al suono della chitarra di Simone Tangolo e della fisarmonica di Olimpia, di viaggiare infine al fianco di Giovannin Senza Paura e tanti altri simpatici personaggi. In altre parole, un’esperienza da favola.
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