Generazione Erasmus
La terza Rivoluzione
“Cambiare la vita, aprire la mente”: con questo slogan si apre ufficialmente Erasmus Plus, il programma che coinvolgerà quattro milioni di persone. A parlarcene è Androulla Vassiliou, Commissario europeo per Istruzione, Cultura, Multilinguismo e Gioventù
Chiara Falcone | 27 May 2014
«L’educazione al centro. La priorità delle politiche dell’Ue è la formazione, e lo dimostra il nuovo programma Erasmus Plus. Con i programmi passati, oltre tre milioni di persone hanno usufruito delle opportunità messe in campo dall’Unione europea: tra il 2014 e il 2020 questo numero sale a 4 milioni. In particolare, l’Italia riceverà il 12% in più dei finanziamenti passati, segno di una volontà di proseguire sulla strada già cominciata.
Perché puntare l’educazione? Perché è in grado di far rinascere la speranza di costruire una società in cui tutti vogliamo vivere. È uno degli strumenti più potenti in nostro possesso: la costruzione della democrazia comincia nelle classi, è lì che si creano le basi per una società inclusiva. Ed è per questo che una delle priorità delle politiche europee è quella di assicurare l’educazione a tutti, attraverso la Commissione che dirigo. Lo faremo confermando gli investimenti a tutti i livelli della formazione, condividendo le soluzioni migliori, puntando sulla conoscenza delle lingue straniere e su un uso migliore delle ICT. Uno dei grandi crucci della nostra Europa è la disoccupazione giovanile: gli ultimi dati ci mostrano come la neet generation (che non studia e non lavora, ndr) sfiori i 6 milioni di unità, ma al tempo stesso ci sono ben 2 milioni di posti di lavoro vacanti per mancanza di personale specializzato. Questo significa che non c’è dialogo fra mondo della scuola e mondo del lavoro. Erasmus plus interviene qui: dando a questi i giovani la possibilità di acquisire o migliorare quelle competenze che l’educazione formale non è riuscita a trasmettere loro. Sono competenze che serviranno poi per il resto della loro vita, perché modificheranno il loro modo di pensare e apriranno la loro mente. Credo che Erasmus Plus sia davvero la risposta migliore all’euroscetticismo: perché permette di imparare a vivereinsieme e prepara ad un mondo multiculturale, aperto ai propri vicini. Una missione che non possiamo e non vogliamo fallire».
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