La rovesciata di Cristiano Ronaldo nella ripresa
La rovesciata di Cristiano Ronaldo nella ripresa
L'angolo della Champions - A Torino giocava un marziano
Roberto Bertoni | 4 April 2018

C'è ben poco da dire in merito alla mattanza verificatasi ieri sera allo Stadium di Torino: in campo c'erano ventuno campioni e un marziano. Perché tale è Cristiano Ronaldo da Madeira, per tutti CR7, per Buffon addirittura paragonabile, forse non a torto, a Maradona e Pelé. Lo abbiamo visto giocare ieri sera e, in effetti, non c'era nulla di umano in lui. Un gol a freddo, bellissimo, dopo appena tre minuti, approfittando di un cross al bacio di Isco. Una rovesciata da manuale del calcio, ai limiti del metafisico nella ripresa e, da quel momento in poi, la Juve è uscita dal campo, al punto che il 3 a 0 di Marcelo è parso a molti quasi una liberazione.

Una serata nata male e proseguita peggio, povera Juventus: una squadra ben disposta in campo, a tratti anche incisiva ma incapace di affrancarsi dal complesso di Cardiff e di liberarsi delle proprie ansie e delle proprie insicurezze in una competizione che ormai, è evidente, è diventata un'ossessione. 

Una Juve coraggiosa e desiderosa di giocarsela alla pari è letteralmente saltata nel secondo tempo, dopo il gioiello di Cristiano Ronaldo, mettendo in evidenza delle crepe che un campionato poco competitivo come il nostro le consente di nascondere: l'età avanzata della difesa, con Barzagli e Chiellini costretti a giocare contro l'anagrafe, oltre che contro avversari di livello mondiale, un centrocampo di buon livello ma non certo competitivo con la muraglia "blanca" e un attacco di tutto rispetto cui, tuttavia, manca oggettivamente il fenomeno, visto che Dybala non si è ancora deciso a farci capire se può essere davvero l'erede di Messi o, quanto meno, il principale rivale di Neymar nel prossimo decennio. 

E così, salvo sorprese oggi fuori dai radar, la Juventus è fuori, condannata ancora una volta a ricominciare daccapo in un torneo che manca dalla sua bacheca ormai da ventidue anni e per conquistare il quale la società ha compiuto sforzi immani e finora, purtroppo, inutili. Se possiamo azzardare un consiglio, per puntare veramente alla Champions, forse servirebbe un solo colpo in stile CR7 (Neymar? Isco? Asensio?) e un ottimo acquisto a centrocampo (Emre Can andrebbe benissimo), in quanto alla squadra non manca praticamente nulla se non il lampo accecante del genio che in pochi secondi rompe gli equilibri e trasforma una sfida ostica in una passeggiata. Purtroppo, giocava nelle fila del Real Madrid.

 

P.S. Il Bayern Monaco ha battuto in rimonta (2 a 1) il Siviglia di Montella e si è lanciato a passo svelto verso le semifinali. Occhio, tuttavia, alla grinta rabbiosa dei sivigliani: non hanno niente da perdere e al ritorno potrebbero dare filo da torcere.

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