Fabio Castaldo: “Vi racconto la mia Europa”
Appena confermato a Bruxelles l’europarlamentare a 5 Stelle spiega il suo programma
Salvatore Familiari, 18 anni | 30 May 2019

Classe 1985, Fabio Castaldo è stato eletto per la prima volta parlamentare europeo per il Movimento 5 Stelle nella legislatura 2014-2019 e Vicepresidente del Parlamento europeo il 15 Novembre 2017. È stato appena confermato rappresentante a Bruxelles dei pentastellati, che subiscono un crollo pesante. A Zai.net racconta la sua idea di Europa.

 

Cos’è per lei l’Europa?

Una necessità storica, politica, economica, sociale e culturale. Dispiace che nelle recenti campagne elettorali si dibatta sul sì o no all’Europa, ma mai sul come. È necessario dare un’accelerata sulla lotta ai paradisi fiscali e al riciclaggio del denaro, passando per un rafforzamento dei fondi per le piccole e medie imprese e per i giovani, oltre al superamento del paradigma dell’austerity anche con lo scorporo del calcolo deficit-Pil. Investire in cultura, scuola e ricerca sono le nostre priorità.

 

Il M5S dove siederà nel prossimo Parlamento?

Porremo al centro il rafforzamento dei poteri del Parlamento, con maggiore controllo sulle commissioni e con la possibilità di censurare i singoli commissari e non il collegio intero.

 

Come risollevare la considerazione dell’Europa agli occhi dei giovani?

Con progetti costruttivi. Ripartiamo dal pilastro sociale, la cenerentola delle politiche dell’Unione. Siamo ancora molto lontani dal concetto d’Europa come spazio di diritti di seconda generazione. Vogliamo un’Europa in cui ci sia un livellamento verso l’alto degli standard sociali, in cui ogni cittadino si senta tale. Senza divisioni, come vorrebbe l’Ungheria di Orban che coltiva interessi puramente personali. 

 

Cosa sogna di lasciare in Europa nel 2024?

Completare una serie di battaglie. Politica fiscale incisiva focalizzata sulla crescita. Vogliamo abbattere l’attuale mancanza di coesione, capace di generare una concorrenza sbagliata tra membri europei. È intollerabile. Vogliamo una base consolidata comune per tutte le imprese europee a prescindere dal paese di residenza. Vogliamo focalizzarci sugli strumenti e non sulle politiche. Lotteremo contro le diseguaglianze e contro le disparità, per difendere la nostra qualità di vita e il futuro dei giovani. La vera sfida sarà far calare questo velo di ipocrisia, creando un modello innovativo e coerente con le nostre idee.

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