Sport
E se la Superlega fosse la risposta giusta?
L'ipotesi è tramontata sul nascere; eppure potrebbe ancora essere la risposta giusta alla nuova figura di tifoso che sta nascendo
Luca Grasso | 14 May 2021

Sono bastate poche ore dall’annuncio delle più ricche squadre di calcio europee di volersi organizzare in una lega parallela alla Champions League per scatenare la reazione della parte più attiva delle rispettive tifoserie. Anche l’Uefa ha reagito negativamente, perché si sarebbe vista tagliata fuori dai giochi. Dopo le prime proteste, le squadre inglesi, che hanno tifosi forse più accaniti delle altre partecipanti alla Superleague, hanno subito ritirato la loro partecipazione, dando quindi via al crollo del progetto a cui stavano lavorando ormai da anni i principali club. Ma c'è anche una buona porzione di tifosi paganti del calcio, ossia quelli che lo seguono da casa attraverso uno degli abbonamenti a pagamento, avrebbe forse gradito questa nuova formula.

La trasformazione del tifoso

Negli ultimi decenni il calcio si è trasformato per creare sempre un maggiore profitto per le squadre ed i media che attorno ad esse ruotano, piuttosto che per favorire una migliore fruizione da parte del tifoso, soprattutto di quello che segue le partite dallo stadio. Le partite organizzate ad orari sicuramente non comodi, come i match all’ora di pranzo, o la VAR che affidando le decisioni degli arbitri alle immagini televisive ha eliminato il gusto delle contestazioni tra tifosi, in campo e fuori. E alla fine i tifosi sono diventati soprattutto spettatori alla ricerca del miglior match da seguire, piuttosto che dei fedeli sostenitori della propria squadra. Seguendo la tendenza della nostra società ad aprirsi verso sempre nuove opportunità e nuovi orizzonti, il calcio sta perdendo lo spirito campanilistico che legava i ragazzi alla squadra della propria città o della propria regione. D’altra parte, però, lo sport potrebbe continuare a rappresentare un elemento di legame alla propria terra o regione. Questo è quello che succede per esempio nel basket. Infatti, nonostante vi sia da anni il torneo di basket riservato alle squadre di elite, in molte città di provincia, come Trieste, Trento, Venezia, Cremona, Brindisi, Sassari, Brescia o Pesaro, il basket è ormai un elemento di aggregazione e orgoglio cittadino che ha superato il calcio nell’interesse delle persone.

Alternative

Anche per il calcio si potrebbe cercare di dare più spazio al gioco delle squadre giovanili e alle emozioni che potrebbero riportare la gente negli stadi, magari migliorando l’accoglienza degli stadi. La Superleague potrebbe non essere la fine del calcio, ma la valvola di sfogo per i club dell’elite e potrebbe d’altra parte lasciare spazio per la ripresa del calcio di provincia più vicino ai sentimenti e alle emozioni dei tifosi.

 

Commenti
SEGUICI CON
pagina Facebook pagina Twitter profilo Instagram