Scienza
Perché crediamo all'oroscopo?
Cosa porta le persone a credere nell'astrologia e nell'oroscopo nonostante la scienza ne affermi l'infondatezza?
Aurora Paciucci | 26 May 2021

A chi non è mai capitato di leggere la descrizione del proprio segno zodiacale e pensare di essere stati descritti alla perfezione? O leggere la previsione della settimana e realizzare che, forse, aveva ragione Paolo Fox? L’astrologia è una credenza che si mantiene fin dall’antichità, tanto che per molte persone controllare l’andamento della settimana attraverso un'applicazione per il telefono diventa una vera e propria routine; per altri, invece, cercare di costruirsi un’identità attraverso l’oroscopo si trasforma in una strategia allettante per cercare la propria persona ideale. Eppure, nonostante la scienza ci abbia ormai dimostrato la sua infondatezza, perché le persone continuano a crederci?

La ricerca di Bertram R. Forer

La psicologia ha cercato di rispondere a questa domanda, e una prima spiegazione ce la fornisce Bertram R. Forer, psicologo e docente universitario alla University of California di Los Angeles, il quale nel 1948 cercò di indagare quanto le persone possano facilmente riconoscersi in un profilo psicologico molto vago e in affermazioni generiche, ritenendole come vere identificazioni della propria personalità. Come campione di indagine scelse i suoi studenti universitari e gli somministrò il Diagnostic Interest Blank, un test di personalità ideato da lui con presenti caratteristiche vaghe e soggettive, estratte da un libretto di oroscopi comprato in edicola. Gli allievi, senza sapere che si trattasse di un test scientifico, dovevano fornire una scala di accuratezza delle descrizioni in base a quanto le percepissero proprie da 1 a 5. Alcuni esempi di frasi presenti in questo test sono: “hai molto bisogno che gli altri ti apprezzino e ti stimino", "tendi ad essere critico nei tuoi confronti", "a volte sei socievole, estroverso ed affidabile, altre introverso e diffidente…”. Come si può intuire, si trattano di descrizioni generalizzate con cui ci si può individuare chiunque, ed infatti il risultato non deluse le aspettative di Forer: 4.26. Ogni studente si rispecchiava quasi totalmente nelle frasi generalizzate.

Le spiegazioni

Secondo Forer questo effetto avviene per due motivi. Il primo è quello inerente alla configurazione umana, ossia che tendiamo a riconoscerci in quelle caratteristiche perchè tutti le possediamo, dimenticandoci che, in realtà, a definire la nostra personalità è la combinazione di queste ultime. Il secondo è quello che riguarda i biases cognitivi. Attraverso di essi la nostra mente è in grado di prendere delle “scorciatoie” e arrivare a conclusioni, limitando il più possibile uno spreco di energie, con il rischio però di andare incontro a ragionamenti errati. Quello più frequente nei credenti dell’astrologia è il “bias di conferma” che porta la persona, inconsapevolmente, a ricercare e attribuire maggiore credibilità alle informazioni che possano confermare le sue idee, le sue convinzioni e le sue ipotesi. Allo stesso modo, se l’oroscopo ci dà notizia che la prossima settimana sarà dura da affrontare a causa di qualche imprevisto, entreranno in gioco altri pensieri che gli studiosi individuano con il nome “effetto Rosenthal” o “effetto Pigmalione” secondo cui ci si focalizza così saldamente con quella paura che avremo più pensieri negativi per la testa, ci preoccuperemo di più e percepiremo più imprevisti di quelli che in realtà ci sono. Una previsione diventa, così, una profezia che si autoavvera e l’errore di conferma acquisirà potere.

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