Sardegna
Tempio, il Carnevale non si arrende il Covid: nasce il Museo con carri e costumi
A Tempio Pausania, in Sardegna, il carnevale è l'evento dell'anno. E così nasce il Museo dedicato a questa festa
Beatrice Decandia | 25 May 2021

Finalmente Tempio Pausania avrà il suo Museo del Carnevale. La giunta comunale ha approvato il progetto che prevede non solo l’apertura del Museo, ma anche la scuola e i laboratori della carta pesta. Il Museo permetterà la valorizzazione turistica del Carnevale, la scuola e laboratori trasformeranno l’arte della cartapesta in un vero e proprio mestiere capace di dare lavoro a chi si occupa del carnevale solo per passione creando così un indotto economico importante per la città di Tempio.

Il Carnevale di Tempio

Il carnevale di Tempio con le sue sfilate è il carnevale allegorico più importante della Sardegna e ogni anno attira in città migliaia di turisti. Quest’anno le sfilate sono state interrotte per il COVID fatto eccezionale che non succedeva dai tempi della seconda guerra mondiale. Inizia il giovedì grasso con la sfilata di carri allegorici provenienti anche dai paesi limitrofi. La figura più importante è Re Giorgio, originariamente un fantoccio imbottito di paglia issato su un palo, che simboleggia lo spirito della terra che fruttifica. Giorgio, oggi rappresentato da un'imponente pupazzo di cartapesta, il martedì grasso è condannato senza appello al rogo sulla pubblica piazza dopo un sommario processo che segna la chiusura delle festività. Il rogo rappresenta un capro espiatorio: Re Giorgio, colpevole di tutti i mali e le sciagure che si susseguono nella cittadina, viene condannato a morte portando con sé tutti i mali della città; il fuoco quindi purifica diventando simbolo di rinascita. Le sfilate prevedono la partecipazione di carri e centinaia di figuranti di ogni età, dai bambini più piccoli, spesso portati in braccio dai loro genitori, fino agli anziani del paese in una partecipazione che annulla tutte le differenze. Per sei giorni la città si ferma: scuole chiuse e uffici a funzionamento ridotto: tutti si lasciano trasportare da un “furore bacchico” che tra sfilate, balli, milioni di coriandoli che rivestono la città di mille colori, per sei giorni l’anno fa dimenticare la quotidianità. Per sei giorni si vive immersi in una realtà sospesa dove perfino gli asili e le scuole della città organizzano la loro sfilata in una sfida di colori, musica e danze che non lasciano spazio alla malinconia o alla tristezza.

Carnevale e Covid

È una frenesia, uno stato d’animo, un virus   che colpisce tutti in un’attesa frenetica che sfocia nelle sfilate del giovedì, della domenica e del martedì grasso, e dietro la quale si nascondono mesi di fatica e lavoro per la preparazione dei carri e dei costumi che coinvolge a livello amatoriale centinaia di persone. Adesso la nascita del Museo del Carnevale, ma soprattutto i laboratori della cartapesta offriranno un’opportunità di lavoro e di guadagno per molte persone.   

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