Foto di Serena Mosso
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Foto di Serena Mosso
Metti una sera al concerto dei The Kolors…
Il gruppo partenopeo conquista il pubblico della capitale
Chiara Colasanti | 6 March 2018

Ieri sera al Quirinetta di Roma il concerto dei The Kolors non solo ha reso felici i fan della capitale (e dintorni!) che li aspettavano da tempo, ma ha confermato il loro innegabile talento sul palcoscenico. Dal vivo la band infatti non solo si vede che si diverte a suonare e a esibirsi, ma dà sfoggio di una maestria e di un’esperienza non scontati in musicisti così giovani.

Il "periodo di rodaggio" nello storico locale milanese “Le Scimmie” ha decisamente dato i suoi frutti e la prova del nove è sicuramente quella che, ogni qualvolta salgono sul palco, regalano al loro pubblico, abbastanza eterogeneo e composto non solo dalle giovani fan che li seguono dai tempi di Amici.

Non solo famiglie, ma anche giovani coppie (senza figli o nipoti da accompagnare) e tantissimi ragazzi (sia giovanissimi che un po’ meno giovani) che cantano a memoria tutte le canzoni in scaletta durante i settantacinque minuti abbondanti di spettacolo in cui non solo i The Kolors si divertono come pazzi, ma danno sfoggio anche di diversi look per la gioia dei loro fan più devoti, tutti “armati” di rose per rispondere all’appello durante “Frida (mai, mai, mai)”, perché si sa: “… un fiore prima o poi arriva”.

Il dibattito sulla questione del successo dei cosiddetti “artisti da reality” è sempre decisamente acceso, ma i The Kolors sono la prova vivente che il talento, quando c’è, non lo si può mascherare o camuffare e il palco, così come in alcuni casi svela i difetti, in altri riesce a esaltare i pregi meglio di qualsiasi trucco, faretto o “ripresa giovane” da televisione.

È proprio vero che quando il talento c’è, si sente e che l’entusiasmo è dilagante: i ragazzi (dal vivo in edizione quartetto) si sono esibiti con una sicurezza e una genuinità tali da regalare ai presenti una serata da ricordare a lungo come quella del concerto della propria band preferita o, in altri casi, quella in cui ci si è potuti ricredere personalmente sul loro conto.

Domani l’appuntamento è a Bologna, per poi continuare il 10 a Milano e il 12 a Torino, in attesa di un nuovo disco e di altre date dal vivo.

Stash durante il concerto ha detto che il Quirinetta gli ricorda un locale di Londra e in effetti, visto il sound e le canzoni nel suo inglese pronunciato alla perfezione, ci si sente come se si avesse di fronte una band americana o inglese e invece no: il talento stavolta è tutto di casa nostra e per fortuna sta venendo adeguatamente riconosciuto e valorizzato.

 

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